Sigaretta ? No lavoro a maglia

DB30C403-E0DB-4FF3-B9F9-AE12D1EB0D78.jpegHo cercato questo giocattolo per mia madre, lo vidi nei grandi magazzini e gliene dissi, poi risultò introvabile, i ferri, mia madre non li lavora bene, non tiene il lavoro, per cui per farla sferruzzare ho pensato di prenderle questa macchina, giornali, e hobbies.

Ci siamo appassionati tutti solo domenica abbiamo fatto sette cappellini per bimbi onco, e sciarpe e allegre, ma riflettendo mi fa pensare…….molto……a tutte le trame del mondo……levare il lavoro da sopra senza far scappare i punti mi è ostico se avete consigli e tutorial mandate.

è strano vedere queste donne che si attaccano una telecamera sulla fronte e fanno i tutorial, anche per il libro dovrò inventarmi qualcosa….

per la foto recupero il tel e la includo ma il pensiero a cui mi ha collegata è questo

Sensazioni.
C’è una blogger che non so come aiutare.
Non che io possa aiutare a destra e manca.
Spesso non so aiutare manco me stessa.
Vado per sensazioni, la prima volta che ho letto questo blog, ci sono arrivata perché un altro blogger che leggevo ha menzionato questa asserendo che avesse vuotato il sacco circa cose difficili e aiutato altre persone a ottenere lo stesso risultato, con un iter affine.
Aiutato.
Chi aiuta suscita la mia curiosità.
Per cui ho cliccato sul link diretto al blog e sono rimasta male,
Ho trovato una blogger con cui non sentivo di avere niente in comune, ci sono persone in cui identificarsi e persone che da subito non mi piacciono.
Ecco questa non mi piaceva.
Ci sono blogger veri e finti.
Questa è vera ma sa di finto.
Troppo troppo di tutto.
Sembrava una coperta in packwork di tutte le cose che non avrei mai unito insieme e a cui non avrei mai potuto dare la definizione di amica.
Chiudo subito.
Questo lo ricordo bene.
Vuotava troppo il sacco.
Un blogger può essere tutto quello che vuole, ma vuotare tutto ma proprio tutta la propria esistenza in un blog li in quel momento mi è sembrato.
Niente sono scappata.
Due anni dopo ritorno per un motivo preciso.

Gli occhi di suo marito.

Identici a quelli di mio padre, e li ho capitolato. Le scrivo mi scrive, le spiego, risponde, saluto mi affaccio e leggo riga per riga, l annuario è lungo un enciclopedia della sua vita raccontata.
Rileggo ogni cosa, riguardo più e più volte le foto.

Quegli occhi.

Lui.

Tutto questo non avevo che un telefono e mezzo blog scritto con i tastini, perdevo la password, annaspavo e la ritrovavo sempre.
Lui un clone di mio padre in tutto, a briglie sciolte libero.

Ma mio padre non lo era, mio padre era sempre al capezzale di qualcuno, sempre ad assolvere le responsabilità di famiglia.

Loro sono liberi e viaggiano, evviva.

Perché ci vedo un parallelismo con mio padre ? Gli occhi, no anche il mento, il sorriso, il saper stare con gli altri e fare festa anche tra musoni.
Non c’è niente da fare sono simili.
Per fortuna lui non ha ereditato la luna storta di mio padre, la luna nera che gli toglie tutto in un gioco di mani.

Mando saluti più a lui che a lei, si ingelosirà ? Ma che me ne frega, non vedo un uomo vedo mio padre.
Un cromosoma viaggiante di mio padre ancora in questo universo. Meno male che c’è.

Ma lei mi dà ai nervi è eccessiva, tutto quello che fa lui lo fa lei, tutto quello che vuole lui lo arriva a volere anche lei, femminilità a parte i ruoli spesso si sovraespongono.
Mio padre si materializza accanto a me, lui non andrebbe mai via.
Ho visto questa situazione evolvere troppo veloce sono arrivata che la telenovelas di questa blogger era già avviata,e ho assistito a tutta la battuta d arresto annunciata.

Sei una donna non puoi essere appariscente, non così tanto, non senza rischiare tutto.
Il ruolo della donna è un dedalo di viuzze secondarie, non puoi dare spettacolo, mostrarti i tutto, pensando che ci sono solo blogger che ti guardano.

Siamo tanti, troppi, facciamo parte di un organigramma dove sopra le righe non devi mai arrivare, pena il banco vince.
Il banco vince sempre e ti sbanca il conto.

Il banco ha sempre la mano vincente.

Sembrava che una ragnatela intricata le si stesse chiudendo sulla testa.
Non ho avuto neanche il tempo di avvisarla Attenta….

E me l’ hanno taccata subito.
Mi dispiace, nessuno può dire che se l è cercata, ma forse è qualcosa di così insidioso la vita che viverla appieno come faceva lei è un lusso che bisogna pagare.

Se vai al Casinò non giocare.
Cammina, non chiedere, mai, non interloquire, guarda e passa.
Mi dispiace perché due o forse tre annetti fa le scrissi di essere vaga, di non andare a fondo, di godersi quello che aveva, non mi ha filata di striscio, allora che bisognerebbe dire ?

Studia la storia bella mia, se non sai la storia, prima o poi ti bocceranno, nel mio libro ci sono accenni storici, e soprattutto le nostre storie di famiglia, quante ne sappiamo è come ce le hanno raccontate, censurate.
Siamo davvero preparati in storia ?

E si lo so molti di voi si, ma non sui libri.
È ora di imparare anche dai libri, forza.

Auguri a tutte le donne e mamme di un buon dicembre.
Studiate.i

 

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. noir622224124 ha detto:

    sei stata molto chiara

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    1. Mica tanto questa blogger non la salverò né io né nessun altro.

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      1. noir622224124 ha detto:

        bé hai spiegato bene

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      2. Grazie in genere faccio giri enormi, lui somiglia a mio padre ora più che mai in questo e solo in questo caso hanno un Destino già scritto perché si sono fidati. Del mondo.

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      3. noir622224124 ha detto:

        e va bé mica leggiamo il futuro manca solo più quello poi diventiamo tutto fuorché umani

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      4. Bella mia il futuro no, la storia si, tutto si ripete

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      5. noir622224124 ha detto:

        ah bé quello si

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      6. noir622224124 ha detto:

        ok

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  2. Paola ha detto:

    Forse, nascosti dietro lo schermo, un po’ ci camuffiamo o un po’ esageriamo, soprattutto noi donne. Magari sono viuzze secondarie, ma si lastricano d’oro come fossero vialoni. Chissà. Studiare fa comunque sempre bebe

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