Praise to the small publishers Lode ai piccoli editori

On the web it’s all a tingling against small publishing, and in general against self publishing.

I feel like having to break a lance in favor, which in poor terms it should be, disarm all these detractors with the spade and send them a tariff a life without a blog, and social in which to make a flourish among them.

I think I have to work in their public office, where the public will be expected (which pays the taxes that substantiate their undeserved wages).

Saying words against it is easy, I can also do it in my infinite goodness.

But finding something good in everyone makes us live a more pleasant life.

The great publishing case is true that churn out super genes, but from time to time they are ruinous flops, in making high-sounding names, excellent novels, or even the singer who wants to be an actor, the rapper who wants to be a writer.

And of these times and also the historical and grandiose publishing houses do not pass very well, guilty of wrong publications, of a more and more suffocated audience of readers, which makes a good show of large volumes in its library, but that does not read, that uses books are furniture, a nice low glass table and oplà the last book that rides the wave, still with the film, because nobody wants or time to browse it.

The big publishers have had decades of budgets, badly invested budgets, perhaps also because their production directors have gone through blogs and facebook and tapis roulant, rather than looking for like hound dog new talented authors to offer the public, waiting impatiently, collecting books unreadable writers, whose subject is personal over the centuries.

The big publishing houses are still a span and have invented a solid marketing strategy: in their sites is a quick answer, under CONTACT US send your manuscript on pdf.

The maximum answer that can be received is that you send a lot of publicity in the mail, because your manuscript will not read anybody, there is not a manuscript reading office, or if all exists on fb, if someone does not have photos to share that day as to be posted, take a peek at the pdf, there may be Einstein who sends his work, there is nobody greeting in the press room.

Then I ceo of ‘publishing in this situation are given to the care of their confreres graduates and unemployed, on behalf of the minimum union to their employees fb, because in fact they work only for fb, twitter, instagram.

Browse the sites of publishers, and on the page WORK WITH US you will find masters and courses of all kinds, bread for the teeth of young graduates and graduates, there are masters and opportunities of all kinds even abroad, just pay, mostly.

Hundreds of thousands of places and you get a sheet in which it is written that you are smart you have given 4000 euros to the publishing industry and like the scarecrow, the wizard of Oz gives you a brain.

Now I think my tributes to the small and hard-working publishers are to be done separately.

Also because it is to be dispelled that those who publish with the big charity face, and those who publish with children have only a crazy ego.

Here’s for today everything is going to bring coffee to the marketing director who just got off the spinbyke.

 

Sul web è tutto un formicolare contro la piccola editoria, e in generale contro il self publishing.

Mi sento di dover spezzare una lancia a favore, che in termini poveri dovrebbe essere, disarmare tutti questi detrattori con la vanga e mandarli a fare una vita senza blog, e social in cui fare bisboccia tra loro.

Credo finirebbero per dover lavorare nel loro ufficio Pubblico, dove fanno aspettare il pubblico ( che paga le tasse che sostanziano il loro stipendio immeritato ).

Dire parole contro è facile, ci riesco anche io nel mio infinito buonismo.

Ma trovare qualcosa di buono in tutti ci fa vivere una vita più gradevole.

Le grandi case editrici è vero che sfornano super geni, ma di tanto in tanto hanno dei rovinosi flop, nel pubblicare nomi altisonanti, romanzi eccellenti, o anche il cantante che vuole fare l’ attore, il rapper che vuole fare lo scrittore.

E di questi tempi anche le storiche e grandiose case editrici non se la passano molto bene, colpa di pubblicazioni sbagliate, di un pubblico di lettori sempre più asfissiato, che fa bella mostra di notevoli volumi nella propria libreria, ma che non legge, che usa i libri come arredo, un bel tavolino basso di vetro e oplà l’ ultimo libro che cavalca l’ onda, ancora con la pellicola, perchè nessuno ha voglia o tempo di sfogliarlo.

I grandi editori hanno avuto decenni di flessioni di bilancio, miliardi investiti  malamente, forse anche perchè i loro direttori di produzione passano il tempo tra aggiornare blog e facebook e tapis roulant, piuttosto che cercare come segugi nuovi talentuosi autori da offrire al pubblico, che aspetta impaziente, collezionando libri illegibili di rimbombanti scrittori, il cui linguaggio si è perso nei secoli.

Le grandi case editrici devono pur tirare a campare e si sono inventati una strategia di marketing solida : nei loro siti troverete alla voce contatti, un minuscolo pulsantino con scritto invia pdf, e bacia tre volte la madonna delle grazie.

Il massimo della risposta che si può ricevere è che vi inviino nella posta tantissima pubblicità, perchè il vostro manoscritto non lo leggerà nessuno, non esiste un ufficio lettura manoscritti, o se esiste stanno tutti su fb, se qualcuno proprio non ha foto da condividere quel giorno o like da affiggere, darà una sbirciatina ai pdf, ci potrebbe essere Einstein che invia il suo lavoro, non c’è nessuno che lo porterà in sala macchine per la stampa.

Allora i ceo dell’ editoria in questa becera situazione si sono dati alla cura dei loro sfortunati confratelli laureati e disoccupati, per pagare il minimo sindacale ai loro addetti fb, si perchè in realtà lavorano solo per fb, twitter, instagram.

Sfogliate i siti degli editori, e sul paginone LAVORA CON NOI troverete master e corsi di ogni genere, pane per i denti dei giovani  diplomati e laureati, ci sono master e opportunità di ogni tipo anche all’ estero, basta pagare, perlopiù.

Centinaia di migliaia di posti e ti assicuri un foglio in cui è scritto che sei intelligente hai regalato 4000 euro all’ editoria e come lo spaventapasseri, il mago di Oz ti conferisce un cervello.

Ora credo che i miei omaggi ai piccoli e laboriosi editori siano da fare a parte.

Anche perchè è da sfatare che chi pubblica con i grandi faccia beneficenza, e chi pubblica con i piccoli abbia solo un ego pazzesco.

Ecco per oggi è tutto vado a portare il caffè al direttore di marketing che è appena sceso dalla spinbyke.

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