IO VI AMO

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Quando sono rientrata nel web, dalla porticina piccola e angusta di Alice, l’ ho fatto tenendo per mano la mano dell’ editore, dal lato in cui non ha la sigaretta.

Che ci faccio io qui ? In veste di sbandieratrice ufficiale di un desiderio e di un sogno, in veste di reclamizzatrice della vita.

In veste di me stessa.

Quella che sono, la foto sopra è del Clan di Mariapia, non so chi sia ma le rivoltai il sito anni fa alla ricerca di un libro con meravigliosi disegni che qualcuno ha poi buttato via, mentre io ero davvero affezionata a quel ciuchino dipinto di tanti colori, che con un camice bianco insegna a dipingere ai suoi allievi uno scimpanzè e ricordo poco altro forse una giraffina.

I libri sono uno sguardo su un mondo opposto da dove si trae linfa vitale, dove si può restare senza doversi sbucciare le ginocchia, e dove nessuno verrà a ripescarti.

_  sta leggendo !!!!_

A volte mi prendo in giro da sola asserendo che leggo solo libri per bambini, si è vero ho tutta la raccolta Disney, ho tutto ciò che ha scritto Tata Lucia, ho scaffali pieni di uomini pelati che dicono di avere un cervello talentuoso a risolvere ogni enigma, ho pile di libri scritti da donne premio Nobel.

Ho il sospetto che il premio Nobel sia la conferma a coloro i quali hanno masticato caramelle più in fretta.

Con dentro qualcosa di veramente speciale.

Soltanto una cosa mi occorreva: render felice la vita a un bambino.

Ho anche quel medico francese che appunta caso per caso chi gli è passato, ma dice la vertità ? dà la soluzione ?

La verità non la dice nessuno, oh certo Dan Brown ci da che ci dà, Umbertone Eco gli fa il pelo e contro pelo, Manzoni ecco ci si avvicina e la beffa, tra tutti forse Dante, ma arriva un giorno Sciascia che dovrebbero chiamare sciabola, e dichiara :

SIAMO TUTTI OMERTOSI

quando lo disse la mia prof di lettere quasi piansi

IO NO IO NON SONO OMERTOSA

Evelina ( calza a pennello ) ma era davvero Evelina alzò la testa dal banco, in cui era fracassata da mesi, nonostante i miei bacetti sui capelli sporchi, non si riprendeva.

Ma quel giorno Evelina di botto si mette a scrivere un trattato sull’ omertà che restò opera omnia mai divulgata tra lei e l’ insegnante.

Una mia vicina di casa mi chiese di domandare alla stessa prof di lettere (responsabile della ripresa di Evelina ) di aiutare lei adesso a scrivere un tema sull’ eutanasia.

In classe ci fu un tonfo, non cadde l’ insegnante, non le si ammaccarono i capelli fatti di sottile e vaporosa lanugine ambrata, nè tantomeno le cascarono le pesanti lenti dal nasino.

Ma il suo viso diventò paonazzo.

Sembrava che la mia vicina di casa tralaltro mia coetanea pressappoco le avesse emesso una condanna a morte.

Dal quel giorno la prof ebbe la stessa espressione di Maria Antonietta sul patibolo, sollevando la sottile e aerea chioma sulla nuca con una pinzetta.

Avrà pensato che vivessi in un agglomerato di bestie feroci travestite da persone per bene.

E pensò giusto, ma anche lei che personcina omertosetta.

Tra l’ omertà e l’ eutanasia esiste molto altro.

Esistono i modelli, esiste la possibilità, la salvezza, esiste la vita vera.

Abbiate dunque pazienza con me, perchè i sottili e angusti passaggi tra le rocce già riecheggiano del vento e della salsedine, ed è tra gli spiragli in cui nessuno crede che bisogna incamminarsi, tendere la mano dove è possibile, cercare di lenire, di sovvertire in destino segnato, barare con una nuova mano di gioco.

La vita non è un gioco, se vi fosse un solo Vero Libro non esisterebbero crudeli e vinti, ora  esistono semplicemente passaggi, tra l’ incredulità e la conoscenza c’è un marchio a fuoco e io non ne porto traccia !