Fotografie

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Aggiornamento quotidiano

Mi sono sempre chiesta come facciano i blogghers o bloggers, insomma alcuni di noi ad aggiornare il blog tutti i giorni.

Non lo so, ma in questo periodo mi riesce spontaneo.

Sarà perchè al mare quest’ anno non desidero affatto andare.

Sarà l’ allergia alle fragole e alla carambola di gente che ti accerchia sia sulla riva e sia in acqua, gli ultimi anni li ho trascorsi nuotando al largo, allontanandomi tantissimo dalla riva, a volte senza neanche un cuscino gonfiato a cui attaccarmi, e persa nelle onde lasciavo scorrere i pensieri.

Quest’ anno credo che andrò in collina, anche lì senza cercare molta compagnia, rintanandomi in casa e abbassando il volume.

Un chiasso e un frastuono di un mondo che non mi appartiene e non pensa come me.

 

Alcuni anni fa le mie foto finivano tutte così tagliate, rimodellate, ritoccate.

Mi mancava sempre qualcosa, l’ immagine di me non era me.

Ora ho i pezzi del puzzle ma si incastrano con gli spigoli rotti e ammaccati.

Voglio gioia, sorrisi, voci bambine, voglio enfasi e chiaro di luna, voglio sentire almeno uno strumento musicale suonare nella vibrante attesa della certezza di volare su quella collina e sentirmi davvero libera.

Un post quotidiano che apparentemente non ha niente da dire, ma programma tra ricerche di sinonimi e contrari l’ uscita di un libro tra tanti, brutto, bello, fotoritoccato, desiderato e poi quasi strappato via.

Il mio libro è un pennello, sfiora l’ alba di un giorno uguale a tutti gli altri, non sarà cambiamento forse non porterà il Giovamento sperato, ma è un gesto di grande coraggio, poggiare su carta un mito e un risveglio.

Ci vuole coraggio per dire io son desto e voglio che vi destiate anche voi.Antonio 195

ecco ironizzavo sulle mie foto venute male, ricomporsi non è facile, oggi sono a dieta perchè per molto tempo ho voluto come Dorian Grey, quello di Wilde corrompermi di cioccolato, caramello, panna. Non ci vuole molto a cadere nella dissolutezza, la bilancia oggi parlava di un successo fatto di numeri, ma la parte interiore non vi è dieta nè ordine che la ricollochi nella spensieratezza.

Si chiama età adulta, no si chiama Consapevolezza.

Amarezza.

Si chiama affrontare ogni giorno come una sfida, allontanarsi per poi riprendere a vivere come se niente fosse, ma non si può fare finta troppo a lungo.

Gli incidenti ci sinsegnano che due rette si sono incontrate, ma se le rette sono mille, come si definisce ?

Boato, Cosmo, avverso, preso per il capo e srotolato, ti accorgi che erano solo rette, senza una direzione, obbligate ma accecate.

Come si chiama quel giochino giapponese con gli stuzzicadenti da scagliare senza far cadere tutto ?

Ecco se si ritorna al gioco tutto è facile, tutto è bello e colorato.

E voi come vi vedete in foto ? vi amate ?